PROGETTO BRAIN ART

Il progetto Interreg propone un approccio innovativo, sia alla presa in cura dei pazienti affetti da patologie dementigene, che all’inclusione sociale degli stessi, tramite l’utilizzo di tecnologie applicabili in ambito neurologico ed artistico. Verranno sviluppati strumenti tecnologici in grado di essere utilizzati in ambito clinico, per la riabilitazione, stimolazione e mantenimento delle capacità cognitive, ma anche per rendere fruibili ai soggetti affetti da demenza installazioni artistiche e spazi culturali come i musei, contribuendo all’abbattimento dello stigma sociale che affligge le persone affette da demenza.

Questo progetto vede la collaborazione tra Need Institute e altri enti che operano in ambito assistenziale ma anche in ambito ricreativo-artistico.
NEED ha come scopo principale la promozione della ricerca scientifica nel campo della cura e della riabilitazione delle malattie neurologiche pertanto riveste nel progetto il ruolo di supervisore scientifico per la valutazione dell’efficacia degli interventi previsti.
Il Capofila italiano delle attività è CRAMS (Centro di Ricerca Arte Musica Spettacolo). Dal 1989 CRAMS si occupato di Artiterapia, costituendo una delle prime scuole di formazione italiane per Musicoterapia e artiterapia. Sul versante svizzero il ruolo di capofila del progetto è affidato invece a Pro Senectute che si caratterizza come la maggiore organizzazione di prestazioni e servizi attiva a favore delle persone anziane in Svizzera. Pro Senectute Ticino e Moesano è una fondazione attiva su tutto il territorio del Canton Ticino che si prefigge l’obiettivo di mantenere e migliorare il benessere delle persone anziane attraverso l’erogazione e la promozione di attività e servizi destinati a favorirne la permanenza al domicilio.
Un altro partner coinvolto è l’ATS Lecco-Monza Brianza che rappresenta il soggetto pubblico preposto dal servizio sanitario regionale al governo delle strutture sociosanitarie che accolgono le persone con patologie inerenti alla demenza e la sindrome di Alzheimer.
La sfida territoriale di BrainArt è di diminuire lo stigma nei confronti della demenza. Il progetto si propone come punto di svolta nella lotta all’isolamento delle persone affette da demenza, attraverso il miglioramento della qualità della vita dei pazienti, il supporto ai caregiver e la sensibilizzazione della popolazione. La prototipazione della tecnologia permette di implementare un nuovo modello di cura e nuovi percorsi artistici per migliorare la qualità della vita di pazienti e caregiver. Dall’analisi dei dati relativi all’area di intervento del programma di cooperazione emerge che entrambi i versanti sono caratterizzati da un processo di progressivo invecchiamento della popolazione. L’indice di vecchiaia in Lombardia, aggiornato al 2016 (Istat), di 155,7 punti, mentre sul versante ticinese si posiziona sui 140-160 punti. La ricerca Demenzbarometer 2012 di ZfG evidenzia come circa il 60% delle persone intervistate ha dichiarato di essere stato direttamente a contatto con la patologia (per circa la metà dei casi si trattava di un famigliare stretto o di un parente) mentre in Lombardia si stima che il 13% della popolazione over 65 manifesta sintomi direttamente collegabile a forme di demenza senile (studio CGIL-IRES 2013, LAlzheimer in Lombardia: spunti per la riflessione). Due dati che se sovrapposti rendono il tema dell’healthy aging, un aspetto sia numericamente rilevante che socialmente compenetrante. Sul territorio BrainArt si propone in sintesi di: promuovere lo scambio di buone prassi; favorire sperimentazione, sviluppo e circolazione della tecnologia;-promuovere la sperimentazione di una metodologia che favorisca l’inclusione sociale; sensibilizzare le comunità presenti nei due territori; promuovere l’interazione positiva tra patologia e arte; sottolineare l’impatto sociale generato sui territori; formare e riqualificare gli operatori di RSA e Istituzioni; coinvolgere enti pubblici in fase pubblic engagement e dissemination.
Il progetto vede come destinatari primari dell’attività le persone anziane fragili (over 65) con condizioni neurologiche caratterizzate decadimento

cognitivo. Una delle condizioni necessarie per essere ammessi ai centri diurni terapeutici (luogo in cui verrà sperimentata la tecnologia) è la presenza della diagnosi di demenza.
Un’altra importante categoria interessata dal progetto è rappresentata dai famigliari delle persone affette da demenza. Esse sono infatti parte integrante del progetto che mira a migliorarne la qualità di vita in termini di minor stress e migliore comunicazione con il proprio caro. Anche il personale curante è uno dei destinatari individuati in questo progetto in quanto, come avviene per il famigliare, l’utilizzo di questo strumento avrà un impatto sulla qualità di vita della persona affetta da demenza, e di conseguenza su quella di coloro che ne garantiscono la presa in carico. Un più ampio pubblico sarà invece destinatario diretto e indiretto delle attività del progetto in ambito socio-culturale, poichè s’intende affrontare con approcci innovativi l’inclusione sociale di persone anziane con decadimento cognitivo e demenza nei luoghi di socialità, con lo scopo di abbattere barriere culturali e aprire anche a questi soggetti fragili, i luoghi di cultura solitamente difficilmente fruibili quali i musei. Il lavoro con il personale museale, gli artisti e i fruitori degli spazi culturali consiste proprio nell’aumento della consapevolezza e la riduzione dello stigma sociale legato alle patologie dementigene.
Sono diversi gli stakeholder presenti sul territorio e che verranno coinvolti nel progetto. In particolare, le autorità territoriali del Canton Ticino e i dipartimenti di competenza beneficeranno dell’attivazione sul territorio di un servizio che risponde a parte delle raccomandazioni contenute all’interno della strategia cantonale sulle demenze. L’attività (soprattutto quella all’interno del museo) fungerebbe da strumento per destigmatizzare la patologia e sensibilizzare la popolazione rispetto alla tematica. Tutti i centri diurni terapeutici presenti in Ticino potrebbero ampliare la gamma di attività proposte all’interno della struttura inserendo nel proprio pacchetto di prestazioni quanto proposto in questo progetto. Il Cantone diventerebbe inoltre il primo luogo a proporre sia l’attività nei CDT che nel contesto museale, diventando in caso di successo, un esempio per tutti coloro che in futuro intenderanno seguire lo stesso percorso. Quali portatori di interesse indiretti sono individuati il soggetto che governano il sistema socio-sanitario territoriale poichè l’introduzione di un trattamento che migliori la comunicazione tra l’anziano con decadimento cognitivo e il proprio caregiver migliora la qualità della vita di entrambi e l’inclusione sociale del malato. In questo modo l’Agenzia di Tutela della Salute implementa con la propria rete territoriale un nuovo modello di cura che migliora l’invecchiamento sano e attivo della popolazione, come da indicazioni dell’OMS e dell’UE. Coerentemente, la collettività va annoverata tra gli stakeholder di questo studio, vista la crescita progressiva di questa tipologia di neuro-degenerazioni, solo in parte spiegata del fenomeno dell’invecchiamento della popolazione. Sul fronte socioculturale le istituzioni, in primis i poli museali, potranno inserire la tecnologia e la metodologia BrainArt all’interno della programmazione artistica e assicurare una più ampia possibilità di fruizione museale alla propria utenza.


PROGETTO BRAIN ART

Il progetto Interreg propone un approccio innovativo, sia alla presa in cura dei pazienti affetti da patologie dementigene, che all’inclusione sociale degli stessi, tramite l’utilizzo di tecnologie applicabili in ambito neurologico ed artistico. Verranno sviluppati strumenti tecnologici in grado di essere utilizzati in ambito clinico, per la riabilitazione, stimolazione e mantenimento delle capacità cognitive, ma anche per rendere fruibili ai soggetti affetti da demenza installazioni artistiche e spazi culturali come i musei, contribuendo all’abbattimento dello stigma sociale che affligge le persone affette da demenza.

Questo progetto vede la collaborazione tra Need Institute e altri enti che operano in ambito assistenziale ma anche in ambito ricreativo-artistico.
NEED ha come scopo principale la promozione della ricerca scientifica nel campo della cura e della riabilitazione delle malattie neurologiche pertanto riveste nel progetto il ruolo di supervisore scientifico per la valutazione dell’efficacia degli interventi previsti.
Il Capofila italiano delle attività è CRAMS (Centro di Ricerca Arte Musica Spettacolo). Dal 1989 CRAMS si occupato di Artiterapia, costituendo una delle prime scuole di formazione italiane per Musicoterapia e artiterapia. Sul versante svizzero il ruolo di capofila del progetto è affidato invece a Pro Senectute che si caratterizza come la maggiore organizzazione di prestazioni e servizi attiva a favore delle persone anziane in Svizzera. Pro Senectute Ticino e Moesano è una fondazione attiva su tutto il territorio del Canton Ticino che si prefigge l’obiettivo di mantenere e migliorare il benessere delle persone anziane attraverso l’erogazione e la promozione di attività e servizi destinati a favorirne la permanenza al domicilio.
Un altro partner coinvolto è l’ATS Lecco-Monza Brianza che rappresenta il soggetto pubblico preposto dal servizio sanitario regionale al governo delle strutture sociosanitarie che accolgono le persone con patologie inerenti alla demenza e la sindrome di Alzheimer.
La sfida territoriale di BrainArt è di diminuire lo stigma nei confronti della demenza. Il progetto si propone come punto di svolta nella lotta all’isolamento delle persone affette da demenza, attraverso il miglioramento della qualità della vita dei pazienti, il supporto ai caregiver e la sensibilizzazione della popolazione. La prototipazione della tecnologia permette di implementare un nuovo modello di cura e nuovi percorsi artistici per migliorare la qualità della vita di pazienti e caregiver. Dall’analisi dei dati relativi all’area di intervento del programma di cooperazione emerge che entrambi i versanti sono caratterizzati da un processo di progressivo invecchiamento della popolazione. L’indice di vecchiaia in Lombardia, aggiornato al 2016 (Istat), di 155,7 punti, mentre sul versante ticinese si posiziona sui 140-160 punti. La ricerca Demenzbarometer 2012 di ZfG evidenzia come circa il 60% delle persone intervistate ha dichiarato di essere stato direttamente a contatto con la patologia (per circa la metà dei casi si trattava di un famigliare stretto o di un parente) mentre in Lombardia si stima che il 13% della popolazione over 65 manifesta sintomi direttamente collegabile a forme di demenza senile (studio CGIL-IRES 2013, LAlzheimer in Lombardia: spunti per la riflessione). Due dati che se sovrapposti rendono il tema dell’healthy aging, un aspetto sia numericamente rilevante che socialmente compenetrante. Sul territorio BrainArt si propone in sintesi di: promuovere lo scambio di buone prassi; favorire sperimentazione, sviluppo e circolazione della tecnologia;-promuovere la sperimentazione di una metodologia che favorisca l’inclusione sociale; sensibilizzare le comunità presenti nei due territori; promuovere l’interazione positiva tra patologia e arte; sottolineare l’impatto sociale generato sui territori; formare e riqualificare gli operatori di RSA e Istituzioni; coinvolgere enti pubblici in fase pubblic engagement e dissemination.
Il progetto vede come destinatari primari dell’attività le persone anziane fragili (over 65) con condizioni neurologiche caratterizzate decadimento cognitivo. Una delle condizioni necessarie per essere ammessi ai centri diurni terapeutici (luogo in cui verrà sperimentata la tecnologia) è la presenza della diagnosi di demenza.
Un’altra importante categoria interessata dal progetto è rappresentata dai famigliari delle persone affette da demenza. Esse sono infatti parte integrante del progetto che mira a migliorarne la qualità di vita in termini di minor stress e migliore comunicazione con il proprio caro. Anche il personale curante è uno dei destinatari individuati in questo progetto in quanto, come avviene per il famigliare, l’utilizzo di questo strumento avrà un impatto sulla qualità di vita della persona affetta da demenza, e di conseguenza su quella di coloro che ne garantiscono la presa in carico. Un più ampio pubblico sarà invece destinatario diretto e indiretto delle attività del progetto in ambito socio-culturale, poichè s’intende affrontare con approcci innovativi l’inclusione sociale di persone anziane con decadimento cognitivo e demenza nei luoghi di socialità, con lo scopo di abbattere barriere culturali e aprire anche a questi soggetti fragili, i luoghi di cultura solitamente difficilmente fruibili quali i musei. Il lavoro con il personale museale, gli artisti e i fruitori degli spazi culturali consiste proprio nell’aumento della consapevolezza e la riduzione dello stigma sociale legato alle patologie dementigene.
Sono diversi gli stakeholder presenti sul territorio e che verranno coinvolti nel progetto. In particolare, le autorità territoriali del Canton Ticino e i dipartimenti di competenza beneficeranno dell’attivazione sul territorio di un servizio che risponde a parte delle raccomandazioni contenute all’interno della strategia cantonale sulle demenze. L’attività (soprattutto quella all’interno del museo) fungerebbe da strumento per destigmatizzare la patologia e sensibilizzare la popolazione rispetto alla tematica. Tutti i centri diurni terapeutici presenti in Ticino potrebbero ampliare la gamma di attività proposte all’interno della struttura inserendo nel proprio pacchetto di prestazioni quanto proposto in questo progetto. Il Cantone diventerebbe inoltre il primo luogo a proporre sia l’attività nei CDT che nel contesto museale, diventando in caso di successo, un esempio per tutti coloro che in futuro intenderanno seguire lo stesso percorso. Quali portatori di interesse indiretti sono individuati il soggetto che governano il sistema socio-sanitario territoriale poichè l’introduzione di un trattamento che migliori la comunicazione tra l’anziano con decadimento cognitivo e il proprio caregiver migliora la qualità della vita di entrambi e l’inclusione sociale del malato. In questo modo l’Agenzia di Tutela della Salute implementa con la propria rete territoriale un nuovo modello di cura che migliora l’invecchiamento sano e attivo della popolazione, come da indicazioni dell’OMS e dell’UE. Coerentemente, la collettività va annoverata tra gli stakeholder di questo studio, vista la crescita progressiva di questa tipologia di neuro-degenerazioni, solo in parte spiegata del fenomeno dell’invecchiamento della popolazione. Sul fronte socioculturale le istituzioni, in primis i poli museali, potranno inserire la tecnologia e la metodologia BrainArt all’interno della programmazione artistica e assicurare una più ampia possibilità di fruizione museale alla propria utenza.

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